La supercazzola della domenica

“Bergoglio dovrebbe consacrare l’Italia mettendola sotto il patrocinio della Madonna.”Allora, prendete l’Italia. Fatto? Poi chiamate la Madonna. Fatto? Adesso chiedetele cortesemente di patrocinare l’Italia. Ora le vostre case cristiane sono al sicuro e non crolleranno più a causa dei terremoti.

Nella prossima puntata mostreremo come risolvere il problema del riscaldamento globale con l’aiuto del bambino Gesù. 

Er Kanako

Kanako è il nome di un ristorante cinese di Ceccano, situato vicino al centro storico a due passi dal fiume Sacco. Lo abbiamo provato per la prima volta qualche giorno fa, per curiosità, dopo quasi vent’anni di Jin Feng (il ristorante cinese più grande di Frosinone).

Visto dall’esterno il posto ci ha fatto una buona impressione: ampio piazzale, insegna colorata e originale, fiori (finti) nella vetrina luminosa, zona tranquilla. All’interno, però, l’impressione è stata diversa: il locale era semi deserto, l’arredamento anonimo, le pareti rivestite da pannelli di legno risalenti probabilmente a precedenti attività. Ovviamente, vista la calura estiva e la mancanza di condizionamento interno, ci siamo accomodati sulla terrazza, dove almeno di tanto in tanto tirava qualche alito di vento fresco.

Non ho rilevato molta cura nell’apparecchiamento della tavola, non c’era tovaglia ma semplici tovagliette di plastica colorate, una forchetta per ciascun posto tavola e tovaglioli di carta. Spiccava sicuramente l’assenza delle tipiche bacchette, che abbiamo immediatamente richiesto. L’illuminazione era tenue, ma dato che la zona abbonda di insetti forse era meglio così.

Il menù del ristorante prevedeva piatti cinesi e giapponesi, molto simili a quelli di Jin Feng, pertanto non abbiamo avuto particolari imbarazzi nel decidere cosa mangiare.

Cosa abbiamo mangiato (io e mia moglie)

  • involtini di primavera
  • xiao mai (chiamati “siao mai” sul menu)
  • ravioli alla piastra
  • sushi e sashimi in barca piccola (circa 20 pezzi)

Gli involtini primavera erano abbastanza buoni, cotti al punto giusto e senza tutto l’olio di frittura che generalmente li accompagna quando li mangiamo altrove. Anche la salsa agrodolce era diversa rispetto a quella a cui siamo abituati, più compatta e saporita. Ravioli e xiao mai erano anch’essi buoni, forse un po’ abbondanti in aglio e altri aromi che coprivano il resto dei sapori.

Il sushi, dall’aspetto molto invitante, ha mostrato subito un paio di anomalie: il pesce era un po’ troppo erto e il riso cotto male o forse di qualità non eccezionale. Fatto sta che era impossibile prenderlo con le bacchette e inzupparlo nella salsa di soia tenendo uniti pesce e riso, cosa che a me personalmente infastidisce non poco. Per fortuna, nel complesso e nonostante la temperatura di servizio fosse un po’ più alta del normale, il sapore era buono.

Concludendo…

Cosa ci è piaciuto

  • la tranquillità del locale, rispetto alla confusione assordante che c’è da Jin Feng
  • il fatto di poter mangiare all’aperto
  • i fritti

Cosa non ci è piaciuto

  • il servizio, piuttosto lento e poco attento (hanno dimenticato di portare una portata ad uno dei nostri commensali)
  • l’ambiente, che ricorda un po’ i ristoranti degli anni ’80
  • tutte le pietanze a base di riso: chicchi piccoli, incollati e dalla cottura non uniforme

Piccola nota a margine: la serata è stata allietata da un giovane mentecatto che, con la sua Corvette bianca (targata, se non erro, TV880003) si è esibito in ripetuti testacoda nel parcheggio sottostante la terrazza del ristorante, generando nuvole di fumo puzzolente e persistente. Il tutto, ovviamente, mandando saluti e baci verso il telefonino dell’amico che lo riprendeva dalla strada. Al termine dell’esibizione, e prima di allontanarsi sgommando e a folle velocità, l’idiota, rivolgendosi all’amico videomaker, si è raccomandato: “Aò, poi mànnalo su uottsapp!“.