Quando ero craxiano…

Erano i primi anni Novanta. Frequentavo le scuole medie e alla radio imperversava Michael Jackson col suo ultimo disco: Dangerous. Ricordo ancora il giorno in cui andai a comprarlo nell’unico negozio di dischi che c’era a Veroli a quei tempi:

Ciao Marcello, cercavo Dangerous (pronuciato dānjərəs, nel mio inglese perfetto).

Eh?!!

Dangerous, l’ultimo di Michael Jackson!

Ah, Dangiaràus! Eccolo qui!

Me ne tornai a casa col disco in mano e il sorriso sulle labbra.

Trascorrevo le estati a non fare nulla, giocando a calcetto con gli amici oppure uscendo in bici per raggiungere la vicina edicola per comprare la Gazzetta dello Sport e l’Avanti! La Gazzetta mi serviva per il mercato del fantacalcio, mentre l’Avanti! lo compravo solo per far vedere a tutti che ero un socialista. Avevo deciso di diventare socialista, e quindi di comprare quel quotidiano, perché a scuola avevo imparato che un tempo i socialisti erano i buoni che si opponevano ai cattivi (ovvero i fascisti). Avevo anche letto che Benito Mussolini era stato socialista e addirittura direttore dell’Avanti!, poi dimessosi a causa delle divergenze tra lui e il partito relativamente al ruolo che l’Italia avrebbe dovuto tenere nella Prima Guerra Mondiale.

Erano anche gli anni in cui avevo messo l’apparecchio ai denti (quello fisso, detto anche ferrovia) e, volente o nolente, un giorno a settimana mi toccava andare dal dentista per i controlli di routine. L’odontotecnico che si occupava di me, il dottor La Sala (non ho mai capito se fosse il suo vero nome o un soprannome dovuto alla sua stazza), era un tipo spiritoso ma non sempre gradevole. Se ti presentavi con i denti non lavati alla perfezione, aveva la simpatica abitudine di punirti visitandoti per ultimo, non prima però di averti ridicolizzato davanti a tutti dicendo: “Ehi, hai un po’ di fango sui denti!”.

Un bel giorno mi presentai A STUDIO (lo so, suona male ma pare che in italiano corretto si dica così) con l’Avanti! sotto il braccio. Il simpatico dottore se ne accorse e, con l’aria di chi la sa lunga, esclamò: “Te l’hanno regalato oppure l’hai pagato? Sai, con quel giornale ormai non ci incartano nemmeno più il pesce…”. Risposi fieramente di averlo pagato. “Ma tu sei craxiano o sei più per Claudio Martelli? Di solito i giovani stanno dalla parte di Martelli.”. Fingendo di sapere chi diavolo fosse questo Martelli, risposi di essere craxiano convinto. Convinto soprattutto dagli spot elettorali che imperversavano all’epoca sulle reti Mediaset.

Poi arrivarono Di Pietro, Davigo, Colombo e Borrelli… e smisi di essere craxiano.

Smise anche Craxi.

Foto: Pubblico dominio, Collegamento

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