Intestino e strutture dati

Il testo che segue è stato pubblicato per la prima volta come nota su Facebook il 27 dicembre 2014.

L’apparato digerente umano è paragonabile ad una struttura dati di tipo FIFO (First In FirstOut), e come tale gode di alcune importanti proprietà. Una delle proprietà di interesse può essere la velocità con cui una struttura di questo genere è in grado di elaborare (o smaltire) i dati che la attraversano. Pensiamo per esempio alla coda in autostrada in prossimità del casello, oppure la fila per pagare le bollette all’ufficio postale. Possiamo osservare queste situazioni e contare il numero di automobili che varcano il casello in un certo lasso di tempo per ricavare un’indicazione di efficienza del personale del casello (o dei varchi automatizzati) nei periodi di maggiore traffico. Il caso dell’intestino è un po’ differente, in quanto non disponiamo di elementi di natura discreta da poter enumerare, pertanto si rende necessario l’utilizzo di speciali token che possano aiutare nello scopo. Un token molto affidabile è il salamino piccante: introdotto nell’apparato digerente tramite l’alimentazione, viene riconosciuto in maniera inequivocabile al momento dell’uscita, quando la sua elaborazione è terminata. E’ quindi sufficiente annotare l’orario, approssimativo, dell’ingestione di tale token e della corrispondente espulsione (in coda) per ricavare il tempo di transito. Esperimenti di questo genere possono essere eseguiti in diverse condizioni per avere informazioni più complete e dettagliate:

  • velocità di attraversamento basale: si ingerisce esclusivamente salamino e si ottiene la velocità di smaltimento nominale (throughput);
  • test di carico: si ingerisce il salamino solo dopo un abbondante pasto, ricavando informazioni sulle performance sotto stress;
  • disaster avoidance: si ingerisce il salamino prima di un potente lassativo, e si misura il tempo di resistenza prima di dover scappare in bagno. Ottimo per testare la propria resistenza in situazioni in cui è difficile recarsi al WC (ad esempio durante un’importante riunione di lavoro).

Il periodo delle feste natalizie è l’ideale per sperimentare e farsi un’idea delle proprie capacità, senza impattare troppo sugli impegni lavorativi. Solo per dovere di completezza, segnalo token alternativi da sostituire al salamino piccante:

  • nduja: per chi è abituato al piccante e ha bisogno maggiore potenza per distinguere il passaggio;
  • wasabi: quando non basta la nduja…
  • peperoni (ripassati in padella): quando si vuole evitare il piccante, ma… occhio alle esalazioni;
  • biscotti di calcestruzzo.

L’esperto consiglia: scegliete il token in base al vostro gusto personale, ma evitate sostanze che alterano il vostro ritmo peristaltico abituale per non falsare le misurazioni.

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